Automatismi per Homebrewing

21/09/2019

Sono un homebrewer molto abitudinario. Di solito, anche quando compro nuova attrezzatura, ci vogliono svariati mesi prima che inizi davvero ad utilizzarla: la beergun, ad esempio, è rimasta nella sua valigetta plasticosa e trendy per quasi sei mesi prima che mi decidessi a cambiare le mie procedure di imbottigliamento includendola.
Con il controller AxHTherm, è stata ancora più lunga.
Avevo letto in giro qualcosa al riguardo, ma non aveva catturato il mio interesse.
C’è voluto il buon amico Daniele Iuppariello (lo conoscete per CarBrewing e l’Officina Briù ) per farmi interessare e informare meglio: mi sono iscritto al loro canale Telegram e, capito le potenzialità del progetto ho deciso che volevo supportarlo e comprare i componenti per la sua costruzione.
A gennaio di quest’anno è uscita la seconda versione, ancora più compatta e l’ho ordinata immediatamente.
Fast foward di 8 mesi, fino al presente, che mi vede felice proprietario di due AxHTherm, uno al lavoro in camera di fermentazione e uno che aspetta di essere finito per futuri progetti.

L’AxH che impreziosisce il mio frigo da fermentazione

MA COS’E’ QUESTO AXH?

Carmine, Michele e Stefano (i tre papà dell’AxH) hanno dato vita ad un progetto fighissimo: un controller che potesse gestire tre sonde e due contatti di potenza, il tutto con uno schermo oled (opzionale) e un fighissimo collegamento WIFI.

Tradotto significa che tramite una connessione internet (quindi da PC, Tablet o Smartphone) possiamo gestire le temperature, le rampe e i tempi sia di una fermentazione che di una cotta. Un solo progetto, diversi usi (compresi alcuni che verranno finalizzati in futuro).
Vi avevo detto che il progetto era fighissimo (oltre che spiegato splendidamente nel sito dedicato).

Io, avendo già un AIO dotato di un buon controller wifi che mi permette l’accensione programmata ( delay ) del mash, ho deciso di utilizzarlo per la fermentazione.
Ma devo dire che l’AxH è un candidato che ingolosisce, essendo dotato di funzione delay, facilità di programmazione e riprogrammazione in corsa, software che viene seguito ed aggiornato dai suoi creatori.

TUTTO MOLTO BELLO, MA…FUNZIONA?

Dicevamo prima, che dopo una gestazione di 8 mesi, finalmente il controller era pronto a fare il suo debutto nel mio birrificio casalingo.
Dovendo allontanarmi da casa alcuni giorni per lavoro, quale momento migliore per provarlo che la settimana appena trascorsa?

Sabato scorso ho settato tutto, salvando i dati del mio wifi, scaricando le app per il mio smartphone (sono supportati sia Android che Apple) e montandolo sul mio frigo, andando a sostituire il mio fidato stc1000.
Domenica cotta (una British Golden Ale con Kveik, se a qualcuno interessasse) e accensione dell’AxHTherm. Inutile dire che, grazie al widget, ho seguito le temperature come fosse un baby monitor.

Si, si chiama Taverna. Provate ad indovinare il perché.

Da subito mi ha stupito: sapevo che era un controller figo, ma non credevo fosse così figo.
L’apparecchio è facilissimo da impostare, da reimpostare e comunica i dati ad un account ThingSpeak (creabile in modo gratuito).
Questo significa che possiamo fornire i dati del nostro canale ThingSpeak a BrewFather e in automatico ci troveremo il grafico dell’andamento della temperatura sulla sezione relativa alla nostra cotta.

Basta impostare su BrewFather il nostro AxHTherm come BrewPiLess e associarlo
Attezione, vedere i grafici delle proprie cotte potrebbe avere effetti similari al Viagra

Non a caso ho ribadito la parola “Riprogrammare”: quando per la prima volta ho acceso l’AxH ho notato come gli Step programmabili fossero 5 e mi sono sembrati pochini. Può essere che ci sia modo di aumentarli, ma non ho controllato e non intendo nemmeno farlo: si lavora benissimo così.
Come dicevo, a metà settimana sono dovuto andare via per lavoro alcuni giorni, quindi ho gestito le temperature in remoto, il cold crash per l’esattezza. Bene, nonostante mi servissero più di 5 step per scendere da 34° a 2°, non ho sentito esigenza di righe di comando aggiuntive per il semplice fatto che, una volta arrivato al 5o step (che programmavo apposta più lungo di quanto mi servisse) entravo nell’App e riscrivevo tutti e 5 Step. Tempo totale 10 secondi.
Posso ribadire che il tutto è figo, giusto?

Come si presenta la pagina dell’App. E’ possibile gestire dalla stessa App tutti i dispositivi che si possiede.
La schermata della programmazione: gli step in blu sono quelli già fatti, quello verde l’attuale e i gialli i prossimi. Inoltre i dati della temperatura impostata, quella letta (non ho collegato ancora le sonde S2 ed S3) ed i simboli in alto ci dicono in che fase si trova.

In sostanza, siamo davanti ad un prodotto tutto italiano di cui si può solo che andar fieri.
Il controller funziona, senza esitazione e senza intoppi, ed è facilissimo da gestire ed impostare.
Può comunicare con ISpindle e Tilt, oltre ad interagire con ThingSpeak e BrewFather come già dicevo; inoltre, con l’ultima versione del firmware, è stato integrato il supporto al Plaato.
Sebbene il progetto sia free, visti i costi irrisori l’acquisto è d’obbligo:
se uno sa saldare e si procura quei pochi componenti aggiuntivi (led, resistenze, morsettiere,…) da solo, il kit basic versione lite con ULN, zoccolo e PCB costa 10€ (comprese di spese di spedizione).
Il tutto per un prodotto, ci tengo a ribadirlo, neanche da paragonare a quelli che si trovano sul mercato.
Ci sono poi diverse soluzioni di acquisto, che possono aggiungere tutti i componenti necessari, le saldature per chi non se ne intende, e la licenza full (che comunque è da pagare una tantum ed è valida per tutti gli AxHTherm che si possiedono).

Per informazioni vi invito ad entrare nel loro canale Telegram, sono tutti molto gentili e sempre disposti a dare una mano.
Sul sito http://www.iobrewing.it/#/home troverete guide e schemi.
Come sempre Davide Cantoni e Daniele Iuppariello hanno scritto ottimi articoli al riguardo sui loro siti, vi invito a leggerli.

Vi invito a fare attenzione ad una sola cosa: crea dipendenza.
Ora, se mi scusate, andrò a controllare un’attimo i grafici…

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